La tradizione culinaria bellunese, trova le sue origini nel periodo della mezzadria in cui la popolazione viveva in un territorio avido di prodotti della terra; per creare delle pietanze venivano usate più risorse "intellettuali" che alimentari, nascono inizialmente piatti molto poveri ma ricchi di inventiva. Fino alla fine del XIX secolo la popolazione era massicciamente impegnata nei campi e nella pastorizia. I prodotti derivanti dal sudore della popolazione, secondo la legge della mezzadria, erano per metà consegnati al padrone. La maggior parte degli agricoltori doveva vendere al mercato i frutti più belli per procurarsi i soldi necessari ad acquistare altri prodotti necessari alla vita quotidiana, per la cucina restavano le parti meno pregiate del raccolto e degli animali. Le donne tramite l'uso di erbe aromatiche e verdure riuscivano a dare al piatto, se pur povero un aspetto gradevole ed invitante. I pochi ingredienti venivano abbondantemente arricchiti dai cosiddetti "toci" (sughi), da polenta, e dal pane nero.

Oggi l'alimentazione ha perso quasi utti i riferimenti con il passato, anche perchè preparare le pietanze della cucina antica risulta complicato e richiede una discreta quantità di tempo. Ma ricercare gli originari sapori costituisce un modo per studiare la storia del nostro territorio e della popolazione del Bellunese.

Senza nessuna difficoltà si possono trovare agriturismi e ristoranti, a gestione familiare magari, che fanno rivivere sulla tavola gli antichi sapori della cucina bellunese, con sapiente arte nel combinare ingredienti genuini all'amore per la propia terra.